Autunno in Oratorio VIII Edizione – Santa Virginia Centurione Bracelli

Anno 2012-2013
Luogo Oratorio San Filippo

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locandina

sabato 17 novembre ore 16.45
santa Virginia Centurione Bracelli
padre Gabriele Ambu, OFM Cap.
Partendo dalla vicenda biografica di S. Virginia Centurione Bracelli (1587-1651), si risalirà alla fonte segreta e ispirativa del suo amore e della sua dedizione verso i poveri della città di Genova: la contemplazione di Cristo Crocifisso. Dopo aver poi considerato la dimensione prettamente femminile dell’esperienza di fede di S. Virginia, si cercherà di coglierne alcuni elementi di originalità e di attualità per la riflessione teologica e culturale.
Gabriele Ambu, nato a Chiavari il 30/10/1976, sacerdote nell’Ordine dei Frati Cappuccini della Provincia religiosa di Genova. Attualmente ricopre gli incarichi di Superiore del Convento Santuario della SS.ma Concezione – Padre Santo e di Consigliere Provinciale.
Biologo prima di intraprendere la vita religiosa, oggi gli interessi di studio sono orientati verso la filosofia e la teologia francescane, in particolare nel dialogo con il pensiero contemporaneo.

Audio Completo:

Articolo Cittadino
“Dire Dio al femminile: Santa Virginia Centurione Bracelli”

Qualche anno fa la studiosa Ronda Chervin, convertitasi al Cattolicesimo dopo un passato di ateismo, ha tentato di suddividere in categorie i numerosi esempi di santità femminile che costellano la storia del Cattolicesimo, elencando martiri, vergini, fondatrici di ordini e congregazioni religiose, riformatrici della Chiesa, religiose, pellegrine, madri e spose (Ronda Chervin, Donne sante: storia di duecento donne, Libreria Editrice Vaticana, 1995). Due caratteristiche paiono essere trasversali alle diverse categorie da lei individuate: una diffusa propensione alle esperienze mistiche e l’esercizio di particolari forme di carità materiale e spirituale, tratti che, talvolta, possono trovarsi congiuntamente. E’ questo il caso di quella straordinaria figura di santa genovese che fu Virginia Centurione Bracelli, la cui vicenda umana e spirituale è stata illustrata sabato 17 novembre presso l’Oratorio di San Filippo Neri, in via Lomellini, da padre Gabriele Ambu, sacerdote nell’Ordine dei Frati Cappuccini e Superiore del Convento Santuario della SS.ma Concezione – Padre Santo di Genova. L’incontro, presentato dall’avvocato Anna Maria Panfili, ha dato avvio al ciclo “Sermones. Conversazioni su fede, attualità e cultura”, promosso dall’associazione Oratorium ONLUS e dai padri della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. La grande partecipazione di pubblico ha mostrato ancora una volta quanto la formula dei “Sermones”, inframezzati da brani musicali (in questo caso eseguiti dai Soli della Cappella Musicale Filippina, diretti dal Maestro Mario Faveto), sia efficace.

Nata a Genova il 2 aprile 1587 da Giorgio Centurione, futuro Doge, e da Lelia Spinola, membri dell’aristocrazia genovese, Virginia – “bella quanto dir si possa” – andò in sposa a soli 15 anni a Gaspare Bracelli, personaggio dedito agli eccessi, che tuttavia la giovane amò con cuore sincero. Rimasta vedova a soli vent’anni, Virginia scelse di dedicarsi ai poveri e alle fanciulle di strada, che accolse dapprima in casa propria, poi nella casa “Rifugio di Nostra Signora di Monte Calvario”, insegnando loro a leggere e scrivere e a lavorare in laboratori di filatura. Definita dai biografi “accattona folle per amore di Cristo”, capace di unire alle più alte vette dell’esperienza mistica una singolare capacità di spendersi fino in fondo per gli ultimi e i diseredati (qualità tanto più sorprendente in
un secolo caratterizzato da una forte separazione tra i bisogni della gente e gli interessi di prestigio della classe dominante), Virginia fu sempre guidata da un amore appassionato per Gesù Crocifisso. “Fu alla scuola della Croce” – ha ricordato padre Ambu – “che
Virginia apprese il valore della sofferenza e la completa dimenticanza di sé”. Il Dio di Virginia è infatti un “Dio straripante, un fiume che rompe gli argini. Così anche la sua carità fu sempre straripante”. Sino alla fine: Virginia morì a Genova il 15 dicembre 1651, dopo aver dato vita alla Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario, dalla quale sarebbe derivata in seguito anche la Congregazione romana delle Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario.

Padre Ambu ha definito quella di Virginia – “una mistica con i calli nelle mani e sulle ginocchia, per il duro lavoro e per le molte ore trascorse in preghiera” – un’“esperienza di santità periferica”: Virginia scelse infatti di vivere “alla periferia della vita e della città, proprio come Gesù, morto dimenticato al di fuori delle mura di Gerusalemme”. Il suo chiostro fu la città intera. E proprio l’intera città, quella dei palazzi e del lusso ma anche quella dei bassifondi e delle bettole, la tenne sin da subito in concetto di santità, fama che si accrebbe allorché il 20 settembre 1801 la sua salma fu ritrovata intatta. Virginia, proclamata beata da papa Giovanni Paolo II a Genova il 22 settembre 1985, è stata canonizzata a Roma il 18 maggio 2003. Il suo corpo incorrotto è conservato nella cappella del convento delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario a Genova.

La rassegna “Sermones” proseguirà sabato 24 novembre alle ore 16,45 presso l’Oratorio di San Filippo. La prof.ssa Maria Stella Rollandi, docente di Storia economica e di Storia delle Relazioni economiche internazionali presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, tratterà della figura di Maria Brignole Sale de Ferrari, Duchessa di Galliera (1811-1888), benefattrice generosa e munifica che tanto ha fatto per la nostra città di Genova.

Antonio Musarra