60 Anni di Messa di Stanislaw Morawski

Anno 2011-2012
Luogo Oratorio San Filippo

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Articolo de “Il Cittadino”

“Sessant’anni di sacerdozio non si improvvisano, non esistono scorciatoie, sono necessari sessant’anni, né più, né meno”. Così scrive un amico monaco in occasione dei festeggiamenti per i sessant’anni di sacerdozio di padre Stanislaw Morawski, che l’Oratorio di San Filippo, insieme a tanti altri amici, ha celebrato i giorni scorsi.

Sabato 28 la pianista Gaja Kunce ha suonato in suo onore musiche di Chopin e Paderewski, un concerto offerto dal Consolato di Polonia di Milano, in collaborazione con quello di Genova e con l’Associazione Italo-Polacca. Domenica 29 la festa è continuata con la Santa Messa di ringraziamento, concelebrata con tanti sacerdoti, tra cui il Padre Visitatore e il Padre Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio; tra i molti che riempivano la Chiesa risaltava la presenza del Capitolo dei Canonici delle Vigne e della rappresentanza dell’Ordine di Malta, due realtà cui il festeggiato appartiene. Al termine, la lettura della benedizione papale ricordava a tutti il valore universale di un ministero lungo e fecondo.

Padre Stanislaw nasce nel cuore della Polonia, in anni che presto diventano difficili, sperimentando nell’adolescenza la violenza della guerra e la cattiveria umana. Prima l’invasione tedesca, la violenza e la fame: la sua casa rimane un punto di riferimento per intellettuali e di rifugio per alcuni amici ebrei. Poi gli anni del comunismo, che costringe la sua famiglia – colpevole di non volersi uniformare alla nuova ideologia – a lasciare tutto, con il divieto anche solo di avvicinarsi alla terra che avevano lasciato. Proprio in quegli anni matura la vocazione, con la chiamata al Sacerdozio nell’Oratorio di San Filippo di Tarnow: l’Ordinazione verrà anticipata di qualche mese, per il timore che la persecuzione stalinista la rendesse poi impossibile: è il 16 dicembre del 1951.
Iniziano così, uno dopo l’altro, sessant’anni di ministero sacerdotale, che lo vedranno anche primo parroco, per pochi anni, di una nuova parrocchia a Radom, e poi di nuovo a Tarnow.

All’inizio degli anni settanta da Genova giunge un appello, la Congregazione era in difficoltà, padre Ferrarotti era solo con l’anziano padre Paganoni, già ammalato: forse dalla Polonia, ricca di vocazioni, qualche confratello sarebbe stato disponibile all’aiuto, anche solo per qualche anno. Parte così padre Stanislaw, non per obbedienza ad un ordine – nell’Oratorio non si è trasferiti “di autorità” – ma per risposta di carità, e parte per rimanere, ancora senza conoscere l’italiano. La vita in comune, in una piccola Congregazione, il servizio in chiesa, il ministero paziente e costante del confessionale, l’incontro con le persone, tutto fatto con signorile gentilezza.

“è bello pensare che siate tutti a festeggiare: è sulla fedeltà nella durata, nel quotidiano, dei predecessori che può spuntare, come sulle radici e sul ceppo, la fioritura dei germogli nuovi”: conclude il monaco, a ragione. Abbiamo festeggiato una fedeltà, la fedeltà del Signore innanzitutto, e poi di un figlio della “Polonia semper fidelis” che ha seguito la chiamata del Signore, giorno dopo giorno, permettendo così al Signore il miracolo di nuove fioriture.  Ad multos annos! o – come si canta in Polonia – “sto lat!”

padre Andrea Decaroli