Autunno in oratorio V Edizione – Palestrina e l’Oratorio – le radici di un’evoluzione

Anno 2009-2010
Luogo Oratorio San Filippo Neri

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Conferenza di MARGHERITA DALLA VECCHIA, organista, clavicembalista, fondatrice della Cappella Musicale di San Filippo Neri a Vicenza.

locandina evento

“Per consolare e ricreare gli animi stracchi dai precedenti discorsi” ci vuole la musica. Questo l’avviso di San Filippo Neri e quanta ragione avesse lo dimostra il posto che si è guadagnato nella storia della musica con l’invenzione addirittura di un genere musicale: l’ “Oratorio”. La storia di questo genere musicale è stata al centro del terzo dei Sermones organizzati nella sala di Via Lomellini dall’Oratorio Secolare e dalla onlus Oratorium ed è stato tenuto dalla Professoressa Margherita Dalla Vecchia, lo scorso sabato pomeriggio, appunto terzo degli appuntamenti di una rassegna che ha già visto illustrare, nelle settimane precedenti, l’influenza della spiritualità filippina nella letteratura (Tolkien), nell’architettura (Gaudì) e, con l’appuntamento di sabato prossimo, nell’arte figurativa del barocco romano. Dalla Vecchia, vicentina, che affianca all’attività didattica quella organistica e di animatrice musicale di vari gruppi ed istituzioni, ha voluto tuttavia esordire evidenziando, nell’ambito della spiritualità nella musica, la centralità dell’opera di Johan Sebastian Bach, vera sintesi di tutto quanto è stato composto fino al suo tempo e nel suo tempo, situandolo proprio su quel percorso che prende le mosse da San Filippo e dalle forme del suo apostolato. Da riunioni all’aperto, infatti, magari anche itineranti (come la visita alle Sette Chiese) comincia appunto la tipica esperienza apostolica filippina, riunioni nelle quali la lettura spirituale e il sermone dovevano essere intercalati dal canto, preso dapprima dal grande repertorio dei laudari rinascimentali, magari arricchito da semplici polifonie quasi accordali, popolare nell’ambiente toscano di provenienza del Santo. Che, seppure precorso da Gaetano di Thiene e dalla genovese Compagnia del Divino Amore, è a Filippo che deve accreditarsi il successo di questa forma di riunione spirituale, fuori della liturgia, col coinvolgimento di artisti, musicisti e letterati, quali Giovanni Animuccia e Giovanni Pierluigi da Palestrina, intimo ed essenziale il primo, geniale il secondo, innovatore della maniera polifonica rinascimentale già irretita nel tecnicismo fiammingo, attenti entrambi al rilievo del testo nei suoi significati che deve dominare la tessitura musicale. Da essi e dal gruppo raccolto nell’Oratorio Filippino (Luis de Victoria, Francesco Soto, Giovanni Ancina, autore di un volume di composizioni intitolate “Tempio Armonico”) comincia a svilupparsi quell’interpretazione degli “affetti” che tenderà a consolidarsi in forma rappresentativa. Un vero e proprio “teatro dell’ascolto” (“Teatro Armonico” si chiamerà una successiva raccolta dell’Anerio) il cui primo frutto sarà la “Rappresentazione di anima e di corpo” di Emilio De’Cavalieri su testo del filippino Manni, che mette in campo personaggi allegorici su temi morali cari alla letteratura spirituale del tempo. Appunto ad argomenti allegorici e poi a vicende tratte dalla Scrittura e dall’Agiografia ricorsero i numerosissimi musicisti e poeti chiamati ad affiancare, nelle riunioni filippine i Sermones di quel tempo, tanto da suscitare una vera e propria concorrenza da parte dei Gesuiti con la Congregazione del Crocifisso, frequentato tuttavia da ambienti colti e caratterizzato da composizioni latine. Della sconfinata produzione di “Oratori” rimane spesso solo memoria, ravvivata dall’eccellenza di qualche autore, ma ferve tra i musicologi la ricerca e numerosi sono i reperti inesplorati, come ha riferito la Prof. Dalla Vecchia che ha citato, tra l’altro, come riflesso del genere musicale rappresentativo, lo strumentismo di Frescobaldi. Tuttavia, nato a casa di San Filippo per specifici scopi d’apostolato ed edificazione, l’Oratorio musicale ha proseguito il suo cammino come espressione principale della musica spirituale, fuori di quella per uso liturgico. Nel suo ambito, come accennato all’esordio, le sue forme emergono distinatamente nelle cantate di J.S.Bach (quelle natalizie sono appunto chiamate “Oratorio di Natale”) dove una compiuta dinamica drammatica può essere esemplificata nei dialoghi tra Cristo e l’Anima presenti in varie composizioni, che possiamo benissimo mettere in relazione con la geniale intuizione originaria di San Filippo. Altri esempi ne sono derivati successivamente, come il “Paulus” di Mendelssohn, palpitante dell’entusiasmo del convertito, sebbene ormai coinvolto nella soggettività romantica.

L’esposizione della Prof. Dalla Vecchia è stata seguita da un pubblico attento ed interessato mentre, come da tradizione, la Cappella Musicale Filippina diretta da Mario Faveto ne ha esemplificato i passaggi salienti eseguendo mottetti di Animuccia e Palestrina con la consueta, affettuosa perizia. Come accennato, sabato prossimo 28 novembre alle 16,45, sarà la volta di un’altra espressione del genio filippino nell’arte: quella figurativa, dove potremo incontrare, sull’orma caravaggesca del barocco romano, l’opera di Guido Reni e della sua cerchia.