Autunno in oratorio V Edizione – …dove il Maestro guardava – arte e spiritualità di Gaudì

Anno 2009-2010
Luogo Oratorio San Filippo Neri

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Conferenza di ETSURO SOTOO Scultore, curatore dei lavori dalla Sagrada Familia di Barcellona. Nel corso della conferenza l’ensemble Ars Antiqua proporra’ un ascolto musicale su musiche di ambito catalano.

locandina evento

…Dove il maestro guardava
arte e spiritualità di Gaudì ai “Sermones” dell’Oratorio

Quando negli anni ’70 il giovane scultore giapponese Etsuro Sotoo giunse a Barcellona non sapeva nulla di Antonio Gaudì, della sua opera, della sua fede. Desiderava solo scolpire e questo desiderio lo portò al cantiere della Sagrada Familia: fu l’inizio non solo di una sfolgorante carriera artistica, ma del profondo cambiamento della sua vita, della sua conversione. E questo termine va preso in tutta la sua pregnanza, perché Etsuro Sotoo si è convertito alla fede cattolica e ha ricevuto il battesimo. Tutto ha avuto inizio da una necessità pratica: egli doveva continuare la parte scultorea del grande tempio secondo lo spirito originario di Gaudì, ma i progetti del geniale architetto catalano vennero distrutti durante la guerra civile spagnola. Non era quindi possibile guardare materialmente al maestro, ma diventava necessario guardare “dove il maestro guardava”: così  il giovane Sotoo è entrato nella prospettiva della fede.

Il suo intervento nell’ambito della edizione 2009 dei “Sermones” dell’Oratorio di san Filippo, ha assunto quindi il tono di una testimonianza esistenziale, pur avendo tutte le caratteristiche di una presentazione “scientifica” della biografia e dell’opera di Gaudì. In lui la dimensione dell’arte e della fede sono infatti fuse con una naturalezza e un’armonia eccezionale, se non unica nel panorama artistico dell’ Otto-Novecento: per questo il discorso poteva e doveva passare continuamente dall’una all’altra dimensione. Etsuro Sotoo è riuscito in questo, facendo emergere dalla illustrazione delle opere architettoniche di Gaudì il loro significato spirituale, fondato sull’osservazione, colma di spirito contemplativo, della natura e sul desiderio di “dare gioia” nell’esercizio del suo lavoro artistico.

E’ emersa così in modo naturale e ovvio il legame tra la spiritualità dell’architetto catalano e quella di san Filippo Neri: Antonio Gaudì non solo frequentava quotidianamente l’Oratorio di Barcellona, nel Barrio Gotico, trovando lì la guida spirituale e il nutrimento teologico per la sua visione artistica, ma guardando anch’egli “dove guardava il maestro” san Filippo, ha riprodotto in se stesso i lineamenti spirituali dell’apostolo di Roma, maestro di umiltà, realismo, amore appassionato per Dio e la sua opera e per questo maestro di cristiana letizia.

Il vedere la riproduzione di una tela del pittore Limona dove Gaudì aveva posato nei panni di san Filippo, è stato quindi un momento di eccezionale valore simbolico, che ha profondamente commosso gli oratoriani genovesi. E poi le eccezionali immagini del cantiere della Sagrada Familia; le spiegazioni di come Gaudì ricavava dallo studio della legge di gravità e dalla osservazione di piante e animali l’ispirazione e la tecnica per le sue geniali e innovative costruzioni; il significato simbolico e spirituale di concrete scelte architettoniche e decorative: tutto questo ha profondamente incantato il numerosissimo pubblico, che non solo colmava la sala dell’Oratorio di San Filippo in via Lomellini, ma ha affollato anche l’adiacente chiesa, dove il sermone era trasmesso in diretta, in forma di video-conferenza.

Insieme ai Padri Filippini, all’Oratorio Secolare e all’associazione Oratorium ONLUS che organizzano l’intera rassegna dei Sermones, questo evento così significativo per la nostra città è stato reso possibile dalla cooperazione di tanti altri soggetti: innanzitutto il Centro Culturale Charles Péguy, che è stato co-organizzatore a pieno titolo. Ricordiamo poi il contributo finanziario del Municipio Centro Est e la collaborazione tecnica della Comunità di Sant’Egidio. E infine  l’apporto musicale dell’ensemble Ars Antiqua, diretta da Guido Milanese, che ha eseguito alcuni brani tratti dal Llibre Vermell, raccolta catalana del sec. XIII-XIV conservata nel Santuario di Montserrat.

L’appuntamento è ora per il prossimo sabato 21 novembre, sempre all’Oratorio di San Filippo, sempre alle 16.45, per il sermone “Palestrina e l`Oratorio – le radici di un`evoluzione”. Relatrice la professoressa Margherita Dalla Vecchia, del Conservatorio di Vicenza e membro dell’Oratorio filippino di quella città.

Seguirà alle 18.30 nell’adiacente chiesa la Santa Messa in canto in onore di Santa Cecilia, presieduta da Mons. Luigi Borzone, pro-Vicario Generale della diocesi, con la partecipazione della Cappella Musicale Filippina.

 

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